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Collana SUPER WOMEN

 
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Autore Messaggio
Puro Veleno
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Registrato: 20/01/10 14:25
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Località: Dolomiti Bellunesi

MessaggioInviato: Dom Set 13, 2026 8:34 am    Oggetto: Collana SUPER WOMEN Rispondi citando

Nei giorni scorsi ho recuperato questa testata (in versione anastatica, of course) nella sua completezza.
Sono 7 albi editi nell’anno di grazia 1966.




SUPER WOMEN # 1 - aprile 1966
Soggetto e sceneggiatura: Clelia Ferrario
Disegni: Renato Frascoli
Pubblicazione mensile – L. 150
Formato: 12 x 17 dq
Pagine 96 + 4 di copertina
Primo Donati Editore

La casa editrice mi giunge nuova, ma immagino che all’epoca e poi ancora per alcuni anni ci fosse un robusto sottobosco di iniziative editoriali sorte per emulazione di successi clamorosi.
Anche gli autori, non accreditati nell’albo, sono nomi non particolarmente famosi.
Le fonti consultate riportano per i testi una certa Clelia Ferrario mentre per i disegni abbiamo Renato Frascoli.
Il secondo lo ricordo sul Corriere dei Ragazzi, la prima invece mi è totalmente ignota.

Veniamo a come si presenta l’albo in questione, il primo della, chiamiamola, miniserie.
Classico formato pocket.
La prima cosa che mi ha colpito è che sulla costola (gialla con scritte nere) oltre al numero in basso NON appare il titolo (Il castello maledetto) o il nome della testata (Super Women) ma l’illogico “Spedizione in abbonamento postale – Gr III”. Immagino trattasi di errore in tipografia.
Notare che gli albi successivi avranno invece sempre la dicitura Super Women sulla costa.
Non capisco perché usare il plurale “Women” quando si tratta di UNA donna.
E quindi “Woman”.
Tanto è vero che il sottotitolo della testata è Kristin la Superdonna.
Notare che anche in seconda di copertina dove abbiamo una scheda di presentazione (in realtà una vera e propria sinossi del racconto che se letta in anticipo rivela l’intreccio. Uno spoiler a tradimento!) la donna è chiamata Kristin.
Nella storia invece il nome utilizzato sarà sempre Kristine con la e finale.
Altro strafalcione presente lo abbiamo nelle pagine iniziali: le pagine 8 e 9 presentano due tavole invertite.
Risulta evidente dalla lettura quando lo scienziato nega una richiesta della sua assistente e questa rimugina delusa per l’accaduto.
Si dirà che trattasi di negligenze dell’epoca dovute a un approccio artigianale se non dilettantesco, senza troppe pretese.
E’ un peccato perché il prodotto non è affatto disprezzabile.
I disegni, pur non straordinari e con sfondi spesso minimi, sono di un livello più che accettabile.
Trasmettono nelle scene notturne quel senso di inquietudine che persiste anche nei rari momenti diurni.
Il tratto di Frascoli è quasi “graffiato” con la resa del volto della dottoressa sfigurata particolarmente disturbante.
Per quanto riguarda la trama possiamo riassumere gli accadimenti di questo primo albo partendo dagli esperimenti che un anziano scienziato sta conducendo in un castello posto su una collina.
Coadiuvato da una giovane e bella assistente (Kristin) lo scienziato sta mettendo a punto dopo anni di estenuanti studi e ingenti mezzi nel suo laboratorio (tra cui una pila atomica) un sistema per potenziare le cellule cerebrali e far compiere al genere umano un salto evolutivo in grado di portarlo al grado di superuomo dotato di poteri fisici e psichici mai visti.
Lo scienziato intende sottoporsi all’esperimento, ma la notte prima dell’evento è la giovane assistente a precederlo nel tentativo.
Mentre sta subendo gli effetti della “cura” la giovane viene scoperta e per accelerare il risultato finale causa una terribile esplosione che fa esplodere il maniero.
I vigili del fuoco accorsi possono constatare scavando tra le macerie la morte dello scienziato e le condizioni gravissime della sua assistente. Si è salvata perché riparata da alcuni dispositivi, ma le ustioni riportate le hanno sfigurato il corpo. Operata d’urgenza miracolosamente sopravvive. In questo aiutata dalla “cura” alla quale si stava sottoponendo.
Trascorrono i mesi di degenza e Kristin si rende conto che il suo corpo reagisce sempre meglio. Una notte si alza e vedendosi allo specchio sviene non reggendo all’orrore del volto deturpato.
Tuttavia scopre che la forza mentale che ha adesso le consente di trasformare il suo corpo e di renderla ancor più bella di com’era prima. L’effetto però dura solo finché è cosciente. Nel momento del sonno riacquista l’orrido aspetto.
Scoperta una notte da una infermiera mentre è bella per mantenere il suo segreto la condiziona mentalmente e la fa suicidare ordinandole di gettarsi da una finestra.
In seguito viene dimessa e comincia a pensare a come impiegare i suoi nuovi poteri quando viene convocata da un magistrato che vuol far chiarezza sull’accaduto.
Kristine mantiene il riserbo e riesce a ottenere di poter riprendere, sotto la propria guida, le ricerche sugli esperimenti che lo scienziato conduceva. Affiancata da una equipe di giovani ricercatori Kristine punta a ricostruire un laboratorio adatto per proseguire gli studi sulla evoluzione delle cellule cerebrali.
Dopo pochi giorni si invaghisce di un suo giovane collaboratore, Marco Setter, e lo irretisce per avere una notte d’amore. Consumato l’amplesso si addormenta e quando il giovane si desta prima di lei la frittata è fatta! Il giovane inorridisce rendendosi conto con chi ha avuto a che fare ma i poteri mentali di Kristine lo bloccano. Ed è gioco facile per la donna farlo sparire in una vasca di acido.
Qui (e non solo qui a dire il vero) la sceneggiatura zoppica un po' perché Marco era arrivato al laboratorio dove i due si erano dati segretamente appuntamento la sera tarda con l’auto. Possibile che la polizia non trovi l’auto parcheggiata e svolga lì qualche indagine più scrupolosa invece di brancolare nel buio per la sua scomparsa?
Un amico di Marco, un certo Sergio, conduce invece delle indagini più approfondite servendosi dell’aiuto di un investigatore (Giorgio). In seguito i due (Giorgio e un altro scienziato paraplegico) si avvicinano alla verità, ma intanto Kristin ha fiutato il pericolo e si accinge a tagliare la corda. Grazie alla sua avvenenza non avrà difficolta a sedurre un riccone agganciato in qualche sala da gioco per intraprendere un viaggio in crociera che la porti lontano.

Il prossimo albo si intitolerà “Il giocatore di scacchi”.


Ultima modifica di Puro Veleno il Lun Set 14, 2026 3:31 pm, modificato 1 volta in totale
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Tizzone d'inferno
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MessaggioInviato: Dom Set 13, 2026 11:50 am    Oggetto: Rispondi citando

Incredibile come in quegli anni anche una produzione così approssimativa riuscisse a vedere la luce. E tutto sommato non doveva neanche essere così semplice ed economico produrre, stampare e distribuire un albo a fumetti.
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I tipi tremebondi e gelatinosi non mi sono mai piaciuti! E nemmeno chi giura il falso!
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Puro Veleno
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MessaggioInviato: Lun Set 14, 2026 3:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tizzone d'inferno ha scritto:
Incredibile come in quegli anni anche una produzione così approssimativa riuscisse a vedere la luce.

Ma anche negli anni Novanta c'erano ancora casi di fumetti mediocri o proprio trash (vedi Dick Drago) che si inserivano sulla scia dei pezzi da novanta (Dylan Dog) che spopolavano.
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Icaro La Plume
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MessaggioInviato: Lun Set 14, 2026 5:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nell' origine di Super Woman c'è qualcosa di Satanik della Corno.
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Puro Veleno
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MessaggioInviato: Lun Set 14, 2026 6:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Icaro La Plume ha scritto:
Nell' origine di Super Woman c'è qualcosa di Satanik della Corno.

Sì.
Anche Marny Bannister (che viene pubblicata due anni prima) è una giovane chimica con il volto deturpato.
E sappiamo che grazie alla scienza con una formula ottiene un bellissimo aspetto. Temporaneo, però, e soggetto a pozioni o irraggiamenti per riprendere la bellezza.
Kristin(e) è una sua evidente epigona per certi aspetti.
Però voglio leggere anche i successivi albi per vedere se c'è qualche elemento innovativo che la differenzi.

Da segnalare come sia Satanik che Kristin(e) riprendano la tematica stevensoniana del Dottor Jekyll e Mr Hyde in salsa femminile.
Solo che sono ben coscienti del cambiamento e non c'è una doppia personalità perche sono malvage sia da belle che da brutte. Laughing
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