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www.spiritoconlascure.it Il Forum di Za-gor Te-nay
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Asta CATAWIKI Tex e Zagor
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Messaggio |
Esploratore Scomparso Zagoriano Expert


Registrato: 06/05/05 10:40 Messaggi: 879 Località: Passaggio a Nord-Ovest
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Inviato: Dom Dic 30, 2018 5:50 pm Oggetto: |
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Il capolavoro di tutta la saga.
Per me non ci sono altre storie che possano reggere il confronto con "La marcia della disperazione"... in effetti tutte le altre possono solo venire dopo questa in un'ideale classifica.
I baci con Frida sono una piacevole sorpresa, finalmente una donna interessata e innamorata di Zagor, e finalmente ricambiata... il tutto narrato senza troppi romanticismi o frasi sdolcinate, ma anzi complimenti da vero ambiente western (vado a memoria e potrei sbagliarmi : "Capelli neri come le ali di un corvo, grazia e agilità di un puma, occhioni da cerbiatto...").
Molto emozionanti i momenti di intimità tra Zagor e Frida, soprattutto l'ultimo sul lembo di terra in mezzo al fiume con la luna piena...
Il saluto finale tra i due non mi ha dato fastidio, anche se avrei preferito un addio più serio, tipo un abbraccio affettuoso e un ultimo bacio... sarebbe stato perfetto. Ma anche la fuga dalla finestra è stata una sequenza comica che ho apprezzato, forse Zagor si era veramente trovato così imbarazzato senza sapere che fare e non ha trovato di meglio che fuggire a gambe levate.
Magari tornando indietro avrebbe salutato Frida in modo più serio e "consono". D'altronde quanti di noi tornando indietro non si comporterebbero in modi diversi in certi momenti ?
Poi ci sono tanti altri momenti epici, tragici, commoventi, con personaggi indimenticabili : Winter Snake, il violinista Klein, Memphis Joe...
L'unico difetto è stato interporre i disegni di Bignotti alle meravigliose tavole di Ferri, sono un pugno nell'occhio che questa storia non meritava; a me Bignotti è sempre piaciuto, e in questo centinaio di numeri è al secondo posto dietro il Maestro, ma è stata proprio l'alternanza che non mi è andata giù, crea uno stacco troppo forte.
Comunque tutto questo non intacca la bellezza assoluta della storia. |
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Kiki Manito Iper Zagoriano


Registrato: 19/01/09 17:42 Messaggi: 10450
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Inviato: Sab Dic 07, 2019 2:13 pm Oggetto: |
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In attesa del ritorno di Winter Snake mi sono riletto questa storia e così al solito torna la stessa riflessione. C'è poco da fare, è inevitabile perché è palese: lo Zagor emotivo di allora era diverso come il giorno e la notte da quello di adesso, altro che "anche Nolitta"...
Si scriveva con più leggerezza e tante scene oggi andrebbero studiate meglio, come buttarsi giù da una collina con un carro e farne uscire Frida illesa; abbandonare un uomo con le gambe rotte principalmente allo scopo di creare enfasi; mettere una scorza di cactus sotto la coda del cavallo...
Eliminare o migliorare questi dettagli non è difficile ma sembra esserlo - e da molto tempo ormai - coinvolgere umanamente Zagor in quel che gli accade intorno e farglielo fare in maniera naturale e non costruita. Coinvolgere il protagonista significa coinvolgere il lettore e mentre vengono preparati soggetti quadrati e a prova di contestazione, immagino ci siano momenti tipo: "Ecco, qui facciamo arrabbiare Zagor, così mostriano ai lettori che sa ancora provare qualcosa e non diranno che sembra un pezzo di legno". E invece oggi è un pezzo di legno a cui nemmeno Geppetto saprebbe dare vita.
Conta chi scrive, come scrive, ma anche chi disegna e come disegna. Tanto per fare un po' di polemica, Joevito Nuccio cura molto i dettagli ma il suo Zagor per me continua ad essere quai sempre troppo tirato e musone, dunque lontano da quello di Ferri che invece gli dava ogni tipo di espressione. Era anche grazie a questo che lo sceneggiatore poteva cacciarlo in situazioni simili:
E non è il solo disegnatore che eccede in musoneria, anzi mi sembra che sia un difetto in particolare dei ferriani, forse perché il confronto è più diretto.
Non bisognerebbe rendere Zagor uno che in ogni momento pensa a come pagare le tasse. °_°
"Ma che tasse vuoi pagare, noi qua..."
 _________________
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jupiter973 Il Pasturone Del Forum


Registrato: 27/11/03 23:18 Messaggi: 20581 Località: Grifolandia
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Inviato: Lun Dic 09, 2019 4:09 am Oggetto: |
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Che poi la cosa più assurda che lo Zagor attuale ti va tanto sui tojoni che ti metti a tifare
contro di lui durante la lettura e questa è la vera morte del fumetto in generale  _________________
| bordenchase ha scritto: | | jupiter973 ha scritto: | | Quando ho visto comparire l'ennesimo bimbominkia boselliano (questa volta cioccolatino) ho ritrovato l'entusiasmo dei giorni migliori |
Questa faccenda del bimbominkia mi fa incacchiare più di quanto immaginiate. Il prossimo che lo dice lo vengo a prendere a casa! |
| Zeb Dowler ha scritto: | | jupiter973 ha scritto: | Rauch non fare il timido sappiamo che hai rispolverato Stiletto dal suo oblio  |
E' talmente nell'oblio, che ho dovuto ricercarlo sugli Index, per vedere di chi parlavi...  |
| cama69 ha scritto: | | L'utilizzo del nome Jupiter per il capo discepolo di Hellingen vale il costo di tutti e tre gli albi della storia |
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Akkron96 Zagoriano Expert


Registrato: 17/09/18 15:11 Messaggi: 639 Località: Roma-Bologna
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Inviato: Lun Dic 23, 2019 1:53 pm Oggetto: |
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Una delle storie più importanti e celebrate del personaggio, tra i western puri migliori di Nolitta. L'autore ha concepito questa storia come un grande ritorno a uno dei temi cardine, dandogli piena centralità: l'inconciliabilità tra bianchi e indiani, tra civiltà e natura, che solo nel finale vede Zagor emergere ancora una volta come unico punto di contatto ed equilibrio.
L'intento generalizzante è denotato dalla ricomparsa di molti pellerossa apparsi in storie precedenti (primo tra tutti Molti Occhi), in contrapposizione al nuovo arrivato Winter Snake, personaggio impressionante per la purezza con cui incarna un archetipo, che rende originale.
Credo che il maggior pregio di questa storia sia la sublimazione della compresenza di toni che da sempre ha distinto la serie: l'assurdo si fonde con il tragico (figura emblematica è la carrozza arredata lussuosamente) mentre le singole scene miscelano alla perfezione, da una vignetta all'altra, gag e azione (spettacolare la sequenza notturna in cui Zagor si destreggia goffamente tra spasimanti e calci di pistola).
I conflitti si sviluppano in una complicata rete di relazioni tanto da arrivare a portare rimorso allo Spirito con la scure, in una fuga continua che disattende puntualmente ogni parvenza di speranza e salvezza: la famigerata marcia può finire solo grazie al sacrificio dell'eroe, che riuscirà a salvarsi dando fondo a tutte le sue doti e ottenendo il riconoscimento che gli spetta.
In questa epopea che sembra addirittura prefigurare la narrazione "dramedy" c'è anche spazio per una componente romantica e implicitamente sessuale, anch'essa giocata moltissimo sull'alternanza di toni: l'innamoramento e il sesso (Nolitta ci lascia intendere che sia Zagor che Cico si siano dati da fare) fanno da contrappunto all'atmosfera di morte che aleggia continuamente sui superstiti della carovana, in una classica dicotomia eros/thanatos che si risolve nell'esilarante doppio finale con due gag necessarie per ripristinare l'equilibrio narrativo.
Unica pecca è la discontinuità dello stile grafico, con Ferri e Bignotti che si alternano bruscamente e arrivano a spezzare anche le singole scene. _________________ LETTURA IN CORSO
- Serie regolare fino a 524 (Zagor contro Mortimer) da 654 a 670 (I sette vikinghi)
- Speciali fino al 23 (La danza degli spiriti)
- Maxi fino al 10 + 31, 35, 37, 38, 39, 40 e 41
- Almanacchi fino al 10 (Uomini nella tempesta)
- Color fino al 2 + 11, 12
COMPLETATI
- Le Origini
- Darkwood Novels
- Strisce (collane Darkwood e Scure)
- Giganti |
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Magico Vento Zagoriano Expert


Registrato: 07/04/21 20:14 Messaggi: 753 Località: Blizzard
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Inviato: Lun Apr 19, 2021 7:59 am Oggetto: |
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Come tutti sanno, questa storia è per molti il capolavoro per eccellenza di Zagor, quindi non necessita di presentazioni. Non so se anche per me è la migliore in assoluto, ma è, comunque, senza dubbio, una delle mie preferite. Questa storia, infatti, nonostante la lunghezza non indifferente, non è mai riuscita ad annoiarmi e mi ha tenuto incollato fino all'ultima pagina, cosa che ben pochi sceneggiatori oltre a Nolitta sanno fare. Davvero notevoli alcune scene all'interno, quali ovviamente il bacio con Frida, ma soprattutto la tragica fine del violinista Klain (una delle scene commoventi più belle in assoluto di tutta la serie) e i rimorsi di Zagor nel dover uccidere i Kiowa, dato che lui è uno dei pochi bianchi che ha a cuore gli indiani. La storia è così appassionante che ha fatto scaturire in me molte emozioni: quanta ignobiltà ho visto nel nobile (scusate il gioco di parole) che spara alle spalle alla guida, Memphis Joe, o nei nobili che sterminano i bisonti e prendono i Kiowa a fucilate (con Zagor impotente), quanto eroismo c'è in Zagor quando si consegna ai Kiowa e quando viene torturato. Fantastica la scena al villaggio dei Kiowa, che contiene il momento in cui Zagor ricorda a tutti i Kiowa le circostanze in cui li ha salvati e l'entusiasmante duello con Winter Snake. Bellissimo il divertente epilogo della storia: Zagor rincorre Cico perchè questi, avendo ascoltato l'ultimo discorso tra lui e Frida, lo sta prendendo in giro.
Ferri ineguagliabile, realizza dei disegni che renderebbero l'albo un'opera d'arte perfetta, se alcune tavole non fossero di Bignotti (ma comunque anche Bignotti ha fatto un lavoro eccellente).
Copertine fantastiche del Maestro, una più bella ed evocativa dell'altra.
Soggetto/Sceneggiatura: 10 e lode
Disegni: 10 |
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Angelo1961 Iper Zagoriano

Registrato: 02/03/12 13:21 Messaggi: 16740 Località: Udin
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Inviato: Lun Apr 19, 2021 9:26 am Oggetto: |
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Storia 10 e lode
disegni 9 _________________ DAL GIUGNO 1970 ININTERROTTAMENTE LETTORE DI ZAGOR!
Incubi e' una storia per zagoriani radical chic (Wakopa) |
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Giuliano70 Zagoriano Advanced


Registrato: 19/06/22 10:44 Messaggi: 359
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Inviato: Ven Nov 22, 2024 1:44 pm Oggetto: |
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Premetto che anche per me è una delle storie indimenticabili della collana.
Siccome un utente del forum di Tex ha insinuato il dubbio che qui Zagor si comporta da imbecille, vorrei, anche con il vostro aiuto, chiarire ogni dubbio.
La tesi di questo utente sarebbe che la colpa della marcia è da attribuire principalmente a Zagor. È lui infatti che decide di fuggire a piedi, usando i cavalli rimasti come stratagemma per allontanare i kiowa. Secondo questo utente sarebbe bastato fuggire con i cavalli e gli indiani sarebbero rimasti con il cerino in mano.
Quindi Zagor che si è offerto come salvatore della spedizione, sarebbe il maggior responsabile di averla messa in estrema difficoltà.
Le mie considerazioni sono queste.
È evidente che Nolitta voleva che ci fosse un inseguimento lungo per rendere drammatica la vicenda e per questo ha scelto di appiedare tutti.
I kiowa inseguono la carovana senza cavalli e questa è indubbiamente una forzatura, ma passa inosservata per merito della storia ricca di tensione emotiva.
Veniamo all'utilità dell'espediente usato da Zagor.
Dopo aver respinto il primo assalto degli indiani, sono rimasti almeno 15 uomini ( è il massimo numero che si vede nei disegni) . I carri del cerchio sono 10, ognuno trainato da un cavallo, secondo i disegni che si sono visti fino ad ora.
Anche questa sembra una forzatura. Perchè dei ricconi avrebbero dovuto usare una sola cavalcatura per trainare i loro carri, pieni tra l'altro di suppellettili inutili?
Andiamo avanti. Per attirare i kiowa vengono fatti fuggire 3 carri vuoti, a cui sono legati 6 cavalli. Penso che fossero tutti quelli sopravvissuti, non avrebbe senso lasciarne qualcuno agli indiani, che potrebbero utilizzarli per l'inseguimento.
I sopravvissuti avrebbero potuto salire loro stessi sui 3 carri ( 5 passeggeri per carro). Un conestoga vuoto pesa circa 600kg, con 5 persone arriva a 900 circa.
Un cavallo medio di 500 kg può trainare al passo fino a 6 volte il suo peso. Secondo voi un carro trainato da due cavalli con sopra 5 persone può tenere un'andatura sufficiente a distanziare senza speranza degli ottimi corridori a piedi, come i kiowa?
L'altra possibilità è che i sopravvissuti salissero direttamente sui 6 cavalli per fuggire, quindi avremmo 3 cavalli con 2 persone sopra e 3 cavalli con 3 persone sopra. Un cavallo può portare agevolemente fino a 1/5 del suo peso, oltre quel limite rischia di danneggiarsi schiena e gambe. Stiamo parlando di una situazione estrema, dove ovviamente non c'è preoccupazione se l'animale muore dopo lo sforzo. Anche qui la stessa domanda. Secondo voi un cavallo con sopra 3 persone può tenere un'andatura sufficiente a distanziare senza speranza degli ottimi corridori a piedi, come i kiowa?
Prima delle mie conclusioni, un'ultima precisazione. I carri trainati da un cavallo non erano riusciti a sfuggire all'inseguimento degli indiani a piedi. Infatti Zagor incontra un carro distrutto ed un uomo scalpato, prima di trovare il resto della carovana assediato.
Le mie considerazioni finali sono queste.
Ci sono due incongruenze volute dall'autore per sua scelta.
Appiedare i kiowa e mettere un solo cavallo per carro fin dall'inizio.
Non vedo un chiaro errore di Zagor nel tentare di creare un diversivo e fuggire a piedi. Per raggiungere il forte più vicino era necessario percorrere una distanza notevole e su un terreno accidentato. Non credo che nè i carri, nè tre uomini a cavallo avrebbero potuto procedere più velocemente degli indiani appiedati. Almeno non mi sembra così evidente da far sembrare Zagor un imbecille.
Voi cosa ne pensate?
Scusate l'eccessivo spiegazionismo: era necessario per analizzare bene la critica,perchè ci tengo a difendere la memoria di questa storia ! |
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Walter Maddenbrook Iper Zagoriano


Registrato: 17/11/03 14:25 Messaggi: 5782 Località: Massa
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Inviato: Ven Nov 22, 2024 3:47 pm Oggetto: |
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Ma a me 'ste cose mi fanno uscire abbastanza di testa.
Primo, perché sono ragionamenti oziosi (non i tuoi, i suoi) nonché facilmente contestabili, ma secondo e più importante perché a me non me ne fregherebbe nulla anche se la sua obiezione fosse corretta, dato che di buchi Nolitta ne ha creati parecchi (intendo buchi veri, non questo) e ciò non sposta nulla di significativo circa l'immane qualità delle sue storie.
Questo perché le storie devono soprattutto EMOZIONARE, questo è il loro compito primario. E quindi se lo fanno, io soprassiedo volentieri anche a qualche buchetto.
E Nolitta nella disciplina del fare emozionare sta n spanne sopra a mezzo mondo.
Ma veniamo al merito. Dunque, la marcia parte abbandonando la carovana mentre sono sotto assedio da parte degli indiani, non durante una gita domenicale, almeno questo punto di partenza assumo sia condiviso da tutti.
Viene detto e ripetuto che è un tentativo disperato, non la si può mettere come qualcosa da pianificare a tavolino con serenità e logica.
Inoltre, Zagor a un certo punto fa notare che stanno per aggiungersi all'assedio altre due bande di indiani, il che significa la fine CERTA per tutti loro.
C'è quindi da scappare SUBITO, ora, di notte.
Il piano è di fuggire alla chetichella, d'improvviso, prendendo in controtempo la reazione pellerossa, tanto che prima Zagor si premura di creare una specie di "corridoio" nella pianura stordendo le sentinelle, e poi viene perfino creato un diversivo lanciando nella direzione opposta alcuni carri civetta.
Diventa pacifico che fuggire con i cavalli avrebbe vanificato tutto questo perché ti avrebbero sgamato subito.
Mi si dirà: ma intanto con i cavalli avevi già preso un bel vantaggio. Peccato però che, come fai notare tu, cavalli per tutti non ce ne sono, se facciamo il conto che ogni carro portava n persone.
Immagino poi che l'operazione di staccare tutti i cavalli dai carri e prepararsi alla partenza, non sarebbe passato inosservato alle sentinelle pellerossa, se vogliamo metterci a fare pulci inutili.
Senza contare che dopo un po' dovranno affrontare un terreno montuoso e senza piste (dove troverà la morte Klein), in cui i cavalli non sarebbero più serviti a nulla.
Ma ripeto, sono discorsi oziosi. Nolitta vuole emozionare tramite una marcia disperata e ci riesce alla grandissima, quindi cosa me ne frega a me di stare a vedere se la premessa ha senso o no (detto che come abbiamo visto ce l'ha eccome)?
Senti qua: per me l'UNICO senso che avrebbe avuto applicare l'idea di fuggire a cavallo era quello di far emergere nuovamente la meschinità umana, magari con gente che si accapiglia per montare un cavallo da solo, dato che non ce ne sono per tutti, e anzi averne di ricambio, mentre i camerieri e parte delle guide sarebbe lasciati a montare un cavallo in due e cose del genere, o meglio lasciati a piedi nella prateria.
Il senso cioè NON sarebbe stato certo ottenere una azione PIU' LOGICA, di cui non me ne frega un cazzo gigante.
Le azioni in una narrazione, per come la vedo io, non hanno il minimo senso in loro stesse ma solo ed unicamente come base su cui fare deflagrare la RESA EMOZIONALE.
Se forzandole un attimo = più emozione, ma ringraziamo Iddio invece di parlare del nulla!
PS: Poi vabbè, un texiano che parla di buchi di sceneggiatura a uno zagoriano fa ridere i polli , però sono OT e mi sposto qua: https://www.spiritoconlascure.it/forum/viewtopic.php?p=1441463#1441463 _________________ "Ahh, mò te ne pidjh' più sol' che Paperino, ma anc'.... Sagòr!"
Ultima modifica di Walter Maddenbrook il Ven Nov 22, 2024 4:11 pm, modificato 1 volta in totale |
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wakopa Iper Zagoriano


Registrato: 05/08/09 15:15 Messaggi: 22426
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Inviato: Ven Nov 22, 2024 4:08 pm Oggetto: |
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| Giuliano70 ha scritto: |
Secondo voi un carro trainato da due cavalli con sopra 5 persone può tenere un'andatura sufficiente a distanziare senza speranza degli ottimi corridori a piedi, come i kiowa?
Secondo voi un cavallo con sopra 3 persone può tenere un'andatura sufficiente a distanziare senza speranza degli ottimi corridori a piedi, come i kiowa?
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non ti fare Furiozzare dalla categoria dei texiani antizagoriani...
https://youtu.be/X92PIVktdqY?si=Pi3FYYlLe6fhcrx-
tanto dialetticamente si puo' sostenere qualsiasi tesi,inutile ribadire poi quanto gia' espresso da Maddenbrook  |
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Giuliano70 Zagoriano Advanced


Registrato: 19/06/22 10:44 Messaggi: 359
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Inviato: Ven Nov 22, 2024 4:54 pm Oggetto: |
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Ringrazio Maddenbrook per la risposta, io condivido il suo parere.
Hai ragione a dire che una storia ha come scopo principale far emozionare il lettore. L'eroe può e deve commettere degli errori, purchè come dici tu si tratti di "qualche buchetto" e non si tratti di errori gravi, altrimenti non sarebbe un eroe, ma un imbecille. Qui ho cercato di dimostrare che la scelta di Zagor era molto difficile e non una topica colossale come riteneva l'utente che ha scritto nel forum di Tex. Per farlo ho dovuto ricorrere a tutte quelle spiegazioni e mi scuso ancora. Se facendo una ricerca su carri e cavalli non sono riuscito a stabilire delle certezze, come fa ad averle il texiano? Sarà un esperto di cavalli e carrozze? |
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Ivan Zagoriano Expert


Registrato: 05/05/14 21:04 Messaggi: 1161
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Inviato: Ven Nov 22, 2024 6:32 pm Oggetto: |
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| Giuliano70 ha scritto: | Un utente del forum di Tex ha insinuato il dubbio che qui Zagor si comporta da imbecille.
La tesi di questo utente sarebbe che la colpa della marcia è da attribuire principalmente a Zagor. È lui infatti che decide di fuggire a piedi, usando i cavalli rimasti come stratagemma per allontanare i kiowa. Secondo questo utente sarebbe bastato fuggire con i cavalli e gli indiani sarebbero rimasti con il cerino in mano.
Quindi Zagor che si è offerto come salvatore della spedizione, sarebbe il maggior responsabile di averla messa in estrema difficoltà. |
Assurdo. Certa gente i fumetti non li sa proprio leggere.
La spiegazione di Walter - per quanto corretta - è superflua: qualsiasi lettore senziente arriverebbe già da solo alle stesse osservazioni, senza fabbricarsi critiche basate sul nulla.
Se uno vuole trovare delle incongruenze nelle storie di Nolitta, ce ne sono a iosa (come ce ne sono per qualunque autore, grande o piccolo), però devono trattarsi di incongruenze VERE, non di critiche infondate buttate lì per mancanza di riflessione da parte dello scrivente.  |
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ElEmperador Iper Zagoriano


Registrato: 21/12/03 01:26 Messaggi: 11830 Località: Istanbul
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Ivan Zagoriano Expert


Registrato: 05/05/14 21:04 Messaggi: 1161
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Inviato: Mer Dic 03, 2025 1:40 pm Oggetto: |
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LA MARCIA DELLA DISPERAZIONE
Testi: Guido Nolitta
Disegni: Gallieno Ferri & Franco Bignotti
Pagine: 404
Anno: 1974
Ho appena riletto questa delizia dopo molti anni dall'ultima volta...e devo ammettere che è persino più bella di come la ricordavo. Un vero gioiello. A parer mio è la miglior storia di genere western classico della collana (e in senso assoluto, una delle migliori di tutto il panorama fumettistico degli anni 70).
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PREGI:
• La storia contiene TUTTI i precetti del sacro verbo nolittiano: trama solida nella struttura, sviluppo impeccabile, personaggi ben delineati, azione avvincente, colpi di scena, e – rarità! – una forte impronta femminile.
• Lo stile della narrazione è lineare; nessun mistero e nessuna domanda in sospeso, tutto ciò che il lettore deve sapere lo apprende in tempo reale. Ciò rende assolutamente fluida e scorrevole la lettura di quest'episodio, nonostante che all'epoca avesse stabilito un nuovo record di lunghezza (404 pagine) superando OCEANO (389 pagine).
• Molto ben definito l'antagonista di turno, Winter Snake, fiero pellerossa che prima di scatenare la sua (giustificata) rappresaglia prova a dare una chance al dialogo. Leale nel rispettare la parola data, e nel rispettare la parola data da altri (emblematica la sua reazione quando ammonisce i suoi guerrieri che volevano bloccare Zagor nella scena in cui si consegna spontaneamente ai Kiowas).
• Incantevole la figura di Frida Lang, la prima donna "ufficiale" di Zagor.
Nolitta rinuncia al facile stereotipo della damigella-in-pericolo e la tratteggia come una donna di carattere, intraprendente, coraggiosa, ribelle, e dotata di grande sensualità.
Emblematica la scena in cui sprona le sue esauste compagne a proseguire la marcia...
...con tanto di commento ironico di Cico (che ha già fiutato il tenero tra i due).
Pur in un contesto drammatico, tra lei e Zagor nasce una reciproca attrazione che culmina nella scena romantica sull'isolotto.
Toccante la disperazione di Frida quando Zagor si offre ai Kiowas in cambio della vita dei superstiti.
Peccato solo per la risoluzione nel finale, che la ridisegna quasi come una palla al piede di cui disfarsi. Secondo me questo è l'unico passo falso di una storia altrimenti perfetta (ne parlerò più sotto).
• Anche Memphis Joe è una figura azzeccatissima pur nella sua ambiguità. Nolitta lo presenta come una guida avida e irresponsabile, ma nel contempo nelle situazioni difficili lo fa muovere con un'abilità quasi pari a quella di Zagor.
• Sempre a proposito della zuffa tra Zagor e Memphis Joe, è interessante notare le reazioni euforiche delle nobildonne, totalmente inconsapevoli del motivo di fondo di quella lotta. Nessuna sembra rendersi conto che la posta in gioco è la loro stessa vita; per loro è solo una eccitante esibizione dell'essenza del selvaggio west.
• Zagor, l'eroe imperfetto
Raramente si è visto uno Zagor così determinante nell'influire sul corso degli eventi; tutto l'episodio è incentrato su di lui: sulla sua esperienza della vita di frontiera, sulla sua conoscenza degli indiani, sulla sua prestanza fisica, sui suoi principi morali...e sì, anche sulle sue debolezze. Poiché in questo sta(va) la grande attrattività dello Zagor di Nolitta: il fatto di essere un mix di qualità e di difetti che lo rendeva un personaggio meravigliosamente umano, in cui qualunque lettore poteva identificarsi (a differenza di altri eroi "tutti d'un pezzo", forse più coerenti ma meno realistici).
Qui Zagor sfoggia tutto il suo campionario di imperfezioni già note (ingenuità nel fidarsi degli sconosciuti, scatti di rabbia incontrollata, fallibilità nelle valutazioni) e qualcuna mostrata soltanto di rado, come la sua goffaggine nei rapporti col gentil sesso.
In proposito, spassose le scene di corteggiamento "in segreto" delle dame a Zagor, che nella circostanza si dimostra piuttosto impacciato. Nolitta si diverte a giocare sulla ingenuità del suo personaggio, permettendosi anche di fargli fare una figura non proprio "eroica" in occasione dell'agguato da parte degli uomini di Memphis Joe...
...a cui si aggiunge la gaffe dopo il suo salvataggio da parte di Frida:

Eppure Zagor non è un "imbranato"; nel suo discorso di addio a Frida spiega in modo convincente i motivi per cui non può legarsi in maniera stabile ad una compagna (con buona pace di Cico).
• Cico, il "grosso" escluso
Stavolta il messicano è più defilato del solito; poche gag e pochi interventi nella trama "seria" (dove svolge più o meno lo stesso ruolo di qualsiasi altro componente della carovana), però i suoi rari siparietti esaltano, strategicamente, le gesta del vero mattatore dell'episodio – cioé Zagor, per una volta protagonista in solitaria.
• Il senso di logoramento dei fuggitivi (sia fisico che mentale) è reso molto bene. Nolitta si sbizzarrisce nell'offrire ai braccati speranze puntualmente trasformate in delusioni, come l'arrivo all'avamposto o la scoperta delle canoe sfondate.
L'apice del logoramento viene raggiunto quando un nobile europeo uccide Memphis Joe sparandogli alle spalle; lì tutto il blasone e i valori artificiosi che contraddistingono l'aristocrazia vengono spazzati via, e rimane solo un primordiale istinto di sopravvivenza tipicamente "plebeo".
Anche Zagor non è immune allo stress, quando perde il controllo e cerca di ammazzare di botte l'assassino di Memphis Joe. Ci vuole l'intervento di Cico e Frida per frenare la sua furia.
• LA PERLA:
La struggente fine del violinista Klain. Un tocco di autentica poesia di Nolitta, che con poche battute riesce a dare grande spessore anche ad un semplice comprimario di terza fila.
Da notare che la sequenza ha un finale "in sospeso"; vediamo solo un primo piano della pistola appoggiata a terra, non assistiamo né all'arrivo dei Kiowas né al rimbombo dello sparo in lontananza che dovrebbe testimoniare il suicidio di Klain. Giustamente, Nolitta sposta il tutto sul piano della suggestione emotiva, dell'immaginario del lettore (un terreno di cui la narrazione moderna sembra aver dimenticato l'enorme valore).
Nonostante si tratti di una sequenza del tutto superflua ai fini della storia (infatti questo intermezzo di ben 12 pagine non sposta di una virgola l'andamento della trama), il suo svolgimento è di tale intensità da essere rimasta impressa per sempre in chiunque la abbia letta. Credo che a qualunque zagoriano storico basti sentir nominare "il violinista Klain" per ricordare subito questa scena.
• A parte la sequenza con Klain, Nolitta dissemina nella storia molte altre perle camuffate da scenette secondarie. (L'elenco è lungo; mi limito a citarne alcune delle più rappresentative:)
– Molto forte la scena in cui Zagor vede i bisonti morti nella prateria, e per sfogare la sua indignazione si mette a sparare agli avvoltoi. Il tipico Zagor di Nolitta che perde il controllo di fronte ad un ingiustizia; una caratteristica che purtroppo gli altri autori hanno saputo replicare solo di rado.
– Durante l'assalto dei Kiowas assistiamo al tormento interiore di Zagor, costretto suo malgrado a sparare su coloro che rappresentano la parte lesa del conflitto in corso. Le sue sono riflessioni tutt'altro che banali; è raro infatti che un eroe venga calato in una situazione non manichea (coi buoni da una parte e i cattivi dall'altra), e ancor più raro che si ritrovi a dover prendere le difese della fazione in torto.
– Quando una nobildonna si lamenta del dover abbandonare i propri gioielli per poter fuggire senza inutili appesantimenti, Zagor le mette al collo una borraccia sfoggiando un dialogo di efficacia fulminante:
– Impagabile l'espressione del capitano Pearson quando vede arrivare a Fort Trust ciò che resta della sontuosa carovana di Von Swieten, ridotta a un manipolo di relitti umani.
(Mi fermo se no si fa notte, che qui di perle & perline ce ne sarebbero a piene mani)
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DIFETTI:
• La chiusura del rapporto con Frida è stridente.
E pensare che Nolitta stava facendo tutto bene: prima col reincontro tra Zagor e Frida al forte, dove lei dichiara l'intento di venire a vivere con Zagor...
...e poi con l'accorato discorso di rifiuto di Zagor. Molto bello, non banale, toccante, appropriato...
...ma subito dopo cosa combina il Sergione? Fa vedere Zagor che sgattaiola dalla finestra e fugge a gambe levate come di fronte al demonio.
Diamine, che pugno nello stomaco. E' come se uno chef preparasse una torta fantastica, con la ciliegina in cima...e poi la schiacciasse con un piede prima di servirla. Tie', mangiate!
Ok, è una soluzione che può piacere o non piacere a seconda del gusto personale; io l'ho trovata una brutta caduta di tono. Soprattutto perché lascia intendere che il bel discorso fatto da Zagor poco prima era FALSO, un panegirico per intontire la ragazza in modo da permettergli di filarsela dalla finestra come un mascalzone (senza contare che una risoluzione del genere ammazza il romanticismo delle epiche scene tra Zagor e Frida ad ogni futura ri-lettura dell'episodio).
Meglio sarebbe stato un addio "serio", con Zagor che esce normalmente dalla porta dopo l'ultimo discorso di commiato e cammina tranquillo, magari persino un po' rattristato. Dopotutto, nel corso dell'episodio Frida non è stata rappresentata come una cercatrice di dote di cui doversi disfare; ed anche nella scena di commiato ha dimostrato di accettare il rifiuto da parte di Zagor, senza dare l'idea di insistere ad arpionarlo...Quindi che bisogno aveva Zagor di svignarsela in stile ladro-di-galline? Proprio nessuno.
Qui probabilmente Nolitta ha ritenuto che una chiusura seriosa del rapporto Zagor/Frida poteva apparire troppo "adulta" per i lettori più giovani, ed ha pensato di ammorbidirla con un tocco di umorismo...ma farlo in QUEL modo è stata una scelta infelice. Per smorzare i toni seriosi bastava già la gag appena seguente, in cui Cico cerca di imitare il discorso di Zagor per scrollarsi di dosso Clotilde (anche se con risultati maldestri).
Insomma, dopo aver corso una maratona impeccabile, Nolitta è inciampato a 1 metro dal traguardo. Questa scivolata alla Dorando Pietri gli costa mezzo punto sulla mia personalissima pagella (perfezione mancata per un'inezia...ma è un'inezia che pesa, imho).
• Una incongruenza nei dialoghi: a pag.41 di L'ULTIMA VITTIMA, il capitano Pearson afferma che non ci saranno rappresaglie contro i Kiowas poiché "il barone Von Swieten ha chiesto ufficialmente alle autorità di non intervenire"...ma ciò riguarda SOLO i morti che appartenevano alla sua spedizione; non si fa alcun accenno ai 12 soldati uccisi nel fortino all'inizio di LA SABBIA E' ROSSA. Quei militari erano al di fuori dell'autorità di Von Swieten, e il loro massacro avrebbe dovuto – si presume – scatenare la reazione dell'esercito americano contro i Kiowas indipendentemente dai pareri di Von Swieten, invece...NULLA! Non una parola. Pietra sopra, chi è morto è morto e volemose bbene?
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DISEGNI:
Appaiono evidenti i problemi editoriali per completare in tempo utile l'esecuzione grafica di questa storia.
Ferri è stato affiancato da Bignotti nella parte finale (circa 70 pagine), tuttavia non hanno collaborato insieme sulle stesse tavole, bensì ognuno ha portato avanti da solo una propria sequenza.
Il risultato è che si nota un brusco cambiamento di stile da una tavola all'altra, un effetto visivo un po' fastidioso.
Sarebbe stato meglio adottare la stessa soluzione vista in seguito su TIGRE e IL VENDICATORE ALATO, dove Ferri ha realizzato le figure e Bignotti gli sfondi, con un risultato finale più che accettabile.
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Storia: 9,5
Disegni: 10 (Ferri), 8 (Bignotti) |
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Tobia Sullivan Iper Zagoriano


Registrato: 14/02/07 15:42 Messaggi: 8476 Località: Roma
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Inviato: Mer Dic 03, 2025 4:47 pm Oggetto: |
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| Ivan ha scritto: |
La struggente fine del violinista Klain. Un tocco di autentica poesia di Nolitta, che con poche battute riesce a dare grande spessore anche ad un semplice comprimario di terza fila.
Da notare che la sequenza ha un finale "in sospeso"; vediamo solo un primo piano della pistola appoggiata a terra, non assistiamo né all'arrivo dei Kiowas né al rimbombo dello sparo in lontananza che dovrebbe testimoniare il suicidio di Klain. Giustamente, Nolitta sposta il tutto sul piano della suggestione emotiva, dell'immaginario del lettore (un terreno di cui la narrazione moderna sembra aver dimenticato l'enorme valore).
Nonostante si tratti di una sequenza del tutto superflua ai fini della storia (infatti questo intermezzo di ben 12 pagine non sposta di una virgola l'andamento della trama), il suo svolgimento è di tale intensità da essere rimasta impressa per sempre in chiunque la abbia letta. Credo che a qualunque zagoriano storico basti sentir nominare "il violinista Klain" per ricordare subito questa scena.
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Non sapevo da dove incominciare a farti i complimeti per questo intervento
per adesso mi limito ad annotare questa ...
Basta notare la citazione che tengo in piè di pagina _________________ "Voi siete un uomo generoso e giusto. L'avevo compreso subito, fin dalla vostra prima apparizione al nostro campo, l'altro giorno. Ma io non posso accettare un simile sacrificio che, oltretutto, rallentando la vostra marcia, metterebbe in pericolo la vita di tutti gli altri".
Klain: "La marcia della disperazione"
Testi di Guido Nolitta
- Arrivederci Direttore e grazie - |
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Giuliano70 Zagoriano Advanced


Registrato: 19/06/22 10:44 Messaggi: 359
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Inviato: Mer Dic 03, 2025 10:52 pm Oggetto: |
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Come al solito applausi per Ivan!
Faccio prima a scrivere su che cosa non sono d'accordo.
La scena in cui si fa sorprendere da Memphis Joe e dai suoi complici non mi è piaciuta. Come dice una delle guide, qui sembra proprio un'idiota.
La scena finale invece mi era piaciuta molto anche da bambino.
È un epilogo stranamente molto lungo anche per Nolitta, che amava gli epiloghi divertenti, convinto evidentemente che dopo il dramma ci deve essere il sorriso.
Possiamo dividerlo nelle tre classiche fasi:
l'addio di Zagor;
l'addio di Cico;
il dialogo tra Zagor e Cico fuori dal forte
L'addio di Zagor non è il vero finale, se lo fosse stato la scena non si sarebbe mai conclusa con un'uscita dalla finestra.
Sì, mi è dispiaciuto per la ragazza che era stata molto coraggiosa, però il discorso del nostro eroe era giusto e leale.
La storia con Frida si conclude con le ultime parole che le rivolge Zagor, dopo lei ha già gli occhi chiusi.Il salto dalla finestra è l'aggancio per la gag di Cico che imita Zagor, al quale viene dato finalmente spazio proprio nel finale.
L'addio di Cico alla bruttona è sicuramente il pezzo forte dell'epilogo, una scena super divertente!
Poi c'è il dialogo fuori dal forte con i due amici
Complessivamente come finale è uno dei più memorabili e felici che abbia mai letto. C'è tutto quello che mi piace in un finale, romanticismo e allegria. |
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