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Zagor: l'ora zero è realtà

 
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Autore Messaggio
Gianpy
Zagoriano Advanced
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Registrato: 08/02/05 17:27
Messaggi: 241

MessaggioInviato: Lun Mar 22, 2021 3:23 pm    Oggetto: Zagor: l'ora zero è realtà Rispondi citando







E' una storia dolorosa e triste quella che sto per raccontarvi.
Ricordate?
Ricordate il ritorno a Darkwood, in una Darkwood silenziosa, abbandonata ma carica di odio e di paura?
Ricordate l'angoscia e il terrore in quelle notti illuminate da una luna lattiginosa mentre il cielo era solcato da inquietanti e misteriose scie rossastre?
E poi ricordate Hellingen? La base nascosta? Il comandaante Kraizer?
Ed il colpo di stato? La finta morte di Zagor, la selvaggia lotta nel laboratorio?

Bene.... a nulla valsero gli sforzi di Zagor.
Seppur liberatosi con lo stratagemma della morte simulata, non potè nulla veramente contro gli uomini di Hellingen. Certo, riuscì ad eliminarne una buona dozzina premendo a caso i pulsanti che comandavano le cincture elettriche, che gli stessi indossavano, ma la loro superiorità numerica era indubbia e schiacciante.
Ben presto però altri uomini giunsero di fronte al laboratorio, richiamati dalle urla concitate dei compagni e Zagor non potè far altro che fuggire dopo aver abbandonato a terra il professor Hellingen, ormai privo di sensi.
Una pallottola gli sibilò vicino alla fronte. Premette ancora furiosamente i tasti sulla mensola ma, questa volta, nessun soldato cadde a terra fulminato. I nuovi arrivati, infatti, per chissà quale motivo, non indossavano la cintura.

[Maledizione, qui si mette male. Meglio lasciar perdere questo mucchietto d’ossa e cercare di salvare la pelle]

Ormai si era formato un folto drappello che circondava tutto il laboratorio.

- Voi, prendetelo! Non deve uscire dal laboratorio.. E voi altri data un’occhiata al professore. Sembra solo svenuto ma non vorrei che quel bastardo l’avesse ucciso! -

Zagor si lanciò versò l’uscita e guadagnò la libertà mentre le stridule ed angoscianti sirene dell’allarme sovrastavano le urla dei soldati.

[Via di qui, via! via! Maledizione!]

E prese a correre, correre all’impazzata come mai aveva fatto, distaccando presto gli inseguitori che, per sua fortuna, si rivelavano ben poca cosa in termini di prestanza e resistenza fisica.
Percorse a ritroso il tunnel che aveva attraversato quando era penetrato nella base e in pochi minuti giunse all’imbocco dello stesso.

[Speriamo che… si speriamo che l’ingresso non sia stato richiuso]

Incredibilmente l’imboccatura era aperta, sia pur di poco, ma comunque quel tanto che consentiva il passaggio di una persona.

[Mmmm forse nelle situazioni di emergenza e in presenza di un pericolo l’ingresso viene aperto automaticamente per consentire l’evacuazione del personale. Bene, meglio così… ]

E mentre tutto ciò accadeva gli Stati Uniti cambiavano drammaticamente volto.
Come sprezzantemente richiesto, anzi preteso, da Hellingen e dal generale Kraiser, una delegazione militare era giunta, da Washington, sulle rive del Potomac, esattamente nel luogo convenuto, ed aveva da poco incontrato il generale Kraizer stesso a cui aveva prestato giuramento di federtà in qualità di nuovo Ministro della Guerra.
Tutto si era consumato in pochi secondi… Una nuova elite si affacciava ora alla guida della nazione… una “elite di tecnici, di scienziati e di abili strateghi” che sostituiva una “accozzaglia di inutili burocrati scaldasedie”. - queste erano state le parole di Hellingen per definire la transizione del potere.
E Zagor?
Fuggito dall’”Occhio del Diavolo” Zagor si era trovato solo in una Darkwood totalmente abbandonata.
Soltanto ora, dopo che la concitazione della lotta per la sopravvivenza si era attenuata, Zagor realizzava, per la prima volta, che non avrebbe mai più rivisto né Cico né Tonka, entrambi uccisi da Hellingen nel corso di esperimenti di impianto di sensori sottocutanei.
Dopo i primi giorni in cui aveva girovagato senza sosta per la foresta, evitando i sentieri battuti per non incappare nei soldati, si era deciso a lasciare la sua amata Darkwood per spostarsi verso Nord, verso i grandi laghi.
Sarebbe andao lontano, dove nessuno lo conosceva e dove minori erano le possibilità di essere catturato.

La continuazione dell'avventura nel prossimo albo: "LA CATTURA"[/url]
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simon
Iper Zagoriano
Iper Zagoriano


Registrato: 09/05/04 13:01
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MessaggioInviato: Lun Mar 22, 2021 3:52 pm    Oggetto: Re: Zagor: l'ora zero è realtà Rispondi citando

Gianpy ha scritto:

Incredibilmente l’imboccatura era aperta, sia pur di poco, ma comunque quel tanto che consentiva il passaggio di una persona.

[Mmmm forse nelle situazioni di emergenza e in presenza di un pericolo l’ingresso viene aperto automaticamente per consentire l’evacuazione del personale. Bene, meglio così… ]



Laughing Laughing Laughing

bellissima comunque!
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jupiter973
Il Pasturone Del Forum
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Registrato: 27/11/03 23:18
Messaggi: 20374
Località: Grifolandia

MessaggioInviato: Mer Mar 24, 2021 7:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Applause
_________________
bordenchase ha scritto:
jupiter973 ha scritto:
Quando ho visto comparire l'ennesimo bimbominkia boselliano (questa volta cioccolatino) ho ritrovato l'entusiasmo dei giorni migliori

Questa faccenda del bimbominkia mi fa incacchiare più di quanto immaginiate. Il prossimo che lo dice lo vengo a prendere a casa!


Zeb Dowler ha scritto:
jupiter973 ha scritto:
Rauch non fare il timido sappiamo che hai rispolverato Stiletto dal suo oblio cheers

E' talmente nell'oblio, che ho dovuto ricercarlo sugli Index, per vedere di chi parlavi... Laughing

cama69 ha scritto:
L'utilizzo del nome Jupiter per il capo discepolo di Hellingen vale il costo di tutti e tre gli albi della storia
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Gianpy
Zagoriano Advanced
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Registrato: 08/02/05 17:27
Messaggi: 241

MessaggioInviato: Dom Mar 28, 2021 4:26 am    Oggetto: Rispondi citando

LA CATTURA
Fuggito dallo’”Occhio del diavolo”, la base segreta da cui Helligen e il Generale Kraizer hanno organizzato il colpo di stato che li ha portati al potere, Zagor si è diretto a Nord, verso la selvaggia zona dei Grandi Laghi, nella speranza di far perdere le sue tracce e organizzare una sia pur strenua e disperata resistenza.
Ed è cosi che, circa un mese più tardi, in una piccola capanna nella foresta, alla periferia di Fairmont.

- "Ormai l’esercito è ovunque e riesce, non so come, a individuare gli oppositori anche se prendono mille precauzioni. Springtown e Newcastel sono state messe a ferro e fuoco. "-

- "Lo so, purtroppo è così Ellis, è per questo che ti chiedo di fare attenzione e di muoverti solo di notte e sempre da solo." -

- "Già, per intanto beviamoci questa, Zagor. Ormai è quasi inverno e un buon sorso ci aiuterà a scaldarci per l’incontro di questa notte." -

- "Dunque sì, questa notte… Si tratta di recuperare un grosso quantitativo di armi in transito vero Fort Endeavour. Noi potremmo… si potremmo… ma accidenti, cosa mi succede? Sento la mia pesante e..” -


La vista di Zagor si appanna e qualche secondo dopo un pesante velo nero cade su di lui. Ma prima di perdere i sensi ha ancora tempo di vedere Ellis aprire la porta della capanna e far entrare i militari.

HELLGATE


Cinque anni erano passati da quel giorno, quasi un’eternità. Cinque anni a Hellgate e una condanna a morte non avevano cambiato di molto l’uomo. anzi, al contrario, lo avevano reso più determinato.
Forse fu proprio per questo che la notizia, inaspettata e improvvisa, ebbe su di lui l’effetto di una bomba. L’avvocato gliela comunicò un mattino, prima dell’inizio dei massacranti turni di lavoro nella cava di pietre, quando mancavano appena due mesi all’esecuzione.

- “Tieniti forte Zagor. Devo comunicarti una cosa straodinaria!” -

- “Che cosa ancora?” -

- “Fra due settimane sarai libero” -
Lo disse così, come fosse cosa normale.

Zagor tacque e per i successivi trenta minuti ascoltò solamente. L’avvocato gli spiegò che il governo, seppur presieduto da militari, aveva voluto dare al mondo un’immagine positiva e all’avanguardia del paese.
La pena di morte è inumana, lo si diceva da tempo, non ha valore deterrente, non è accettabile comunque, neanche in presenza dei reati più gravi, quali, appunto, l’attentato alla sicurezza del paese, il reato di cui Zagor era accusato.
E’ preciso compito di ogni nazione rimuovere questa vergognosa appendice dai propri ordinamenti giudiziari nel rispetto della vita di ciascun essere umano, nonostante tutto.
Non solo il Generale Kraizer ma lo stesso Hellingen avevano prima caldeggiato e poi sostenuto apertamente questa svolta ed ora Zagor, il loro più acerrimo nemico, ne sarebbe stato il primo beneficiario.
Zagor trascorse i giorni seguenti in uno stato di apparente apatia. In realtà in lui si agitava l’oceano intero: Hellingen, Kraizer, i militari, tutti coloro che lo avevano sempre odiato ora si erano mossi per lui e per altri come lui.
Loro, per primi, avevano gettato un ponte, avevano teso una mano amica.
A lui, poi, che aveva trascorso l’intera sua vita a combatterli e a frustrare i loro folli piani di conquista del mondo.
Certo sapeva che non poteva passarla totalmente liscia: l’avvocato glielo aveva detto chiaramente fin da subito:

- “Non ti uccideranno ma nemmeno si congratuleranno con te, questo è sicuro. Ne hai fatte troppe: qualcosa dovrai pur pagare” -

- “Sì ma… che cosa?” -

- “Non so, non si sa ancora. L’ordinanza parla di misure in grado di garantire la sicurezza della collettività nel pieno rispetto della vita e dell’integrità fisica del condannato. Non specifica altro. Forse non sanno bene neanche loro” -


A Zagor bastava la vita e l’integrità fisica, non serviva altro: il resto era compito suo. Avrebbe ricominciato da capo. Sarebbe tornato nella sua Darkwood e certamente avrebbe combattuto contro il governo ma in modo civile, stando alle stesse regole di convivenza democratica che il governo di Hellingen sembrava ora rispettare e promuovere. Quello che importava era che là fuori avevano deciso di dargli una mano nonostante tutto quello che era successo. Avevano aperto una porta e lo stavano aspettando. Significava che, in fondo, un po’ di umanità era rimasta anche in loro, anche in Hellingen e, se non altro per questo, non poteva deluderli.
Man mano che i giorni passavano i propositi di Zagor aumentavano: si sarebbe costruito una nuova capanna, avrebbe anche cercato di aiutare i suoi vecchi amici, quelli che erano ancora coinvolti nella lotta clandestina contro il governo
E finalmente venne il giorno. Zagor si era preparato all’appuntamento con la vita in modo impeccabile. Quel mattino vestiva finalmente e nuovamente la sua casacca ed era rasato al punto giusto e perfettamente pettinato.
La guardia gli aprì la cella e lui sorrise, percorse i corridoi sotto gli occhi meravigliati dei compagni del "braccio D", superò l’ambulatorio medico salutando cordialmente quegli stessi uomini con cui, per ben cinque anni aveva condiviso la monotonia delle giornate.
Entrambi, sia lui che loro, sapevano che era tutto finito, che da ora tutto sarebbe stato diverso. Certamente era per questo che anche loro sorridevano e amichevolmente ricambiavano il saluto.

La continuazione di questa avventura nel prossimo post
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AAHHYAAAAK
Iper Zagoriano
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MessaggioInviato: Dom Mar 28, 2021 10:31 am    Oggetto: Rispondi citando

E fu così che perdemmo totalmente l'Hellingen di Nolitta...
_________________
Pensa come se non dovessi morire mai, vivi come se dovessi morire oggi.

Sì, confermo che ai miei occhi sarai sempre "quello che non legge e non riesce a capire i post degli altri". Buona giornata, non abbiamo altro da scriverci.
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Gianpy
Zagoriano Advanced
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Registrato: 08/02/05 17:27
Messaggi: 241

MessaggioInviato: Lun Mar 29, 2021 4:33 am    Oggetto: Rispondi citando

TEMPO DI...GIUSTIZIA

Finalmente raggiunse la saletta antistante la portineria.
Entrò per la firma di rito mentre la guardia attendeva fuori.
L’ultimo atto della vecchia vita. L’ultimo ricordo da lasciare oltre il confine adesso che stava per rientrare, per tornare a casa, alla sua amata Darkwood.
Oltre alla firma gli chiesero di farsi fotografare, in pratica di sedersi di fronte ad una strana apparecchiatura in grado di riprodurre volti, oggetti e panorami, come in un disegno accuratissimo e dettagliatissimo.
Gli dissero che la macchina avrebbe “disegnato” con precisione il suo volto in quanto ogni detenuto che lasciava Hellgate era tenuto a lasciare un traccia visiva da mettere in archivio.
Ovviamente, anche questa nuova diavoleria era opera di Hellingen, una ricaduta, fortunatamente pacifica questa volta, di una delle sue tante, maledette ma meravigliose invenzioni.
In ogni caso, gli dissero che dopo questa formalità nessuno l’avrebbe più trattenuto a Hellgate e, dunque, sarebbe stato libero di uscire.
Sedette di fronte alla strana macchina, come un cubo nero da cui fuoriusciva uno sorta di specchio, e rimase attesa.
Poi un “click” e uno strano lampo luminoso, violentissimo, come il sole a mezzogiorno.
Seguendo le istruzioni dategli poco prima dalla guardia, Zagor si alzò, uscì dalla stanza, completamente sguarnita, e si diresse verso il portone principale del penitenziario.
Ai lati del pesante portone, ora aperto, stazionavano due guardie in servizio.
Le salutò ma senza avere alcuna risposta. Non se ne curò poi molto e si tuffò nella inebriante libertà.
Fu lì che scoprì che qualcosa non andava: salutava le persone ma queste non rispondevano, parlava loro, o almeno tentava di farlo, ma sembravano non sentirlo affatto.
Infine provò a toccarli ma, incredibilmente, le sue mani incontravano il vuoto. Loro non c’erano, o forse era lui a non esserci, o forse erano entrambi.
Terrorizzato, corse verso un gruppo di indiani che tranquillamente conversavano tra loro sul piazzale antistante la prigione.
Incredibilmente, però, loro non si accorsero di nulla e non si scomposero neanche un po’ quando lui, letteralmente, attraversò i loro corpi come un’ombra.
Fu allora che urlò come non aveva mai fatto prima ma ancora una volta ebbe come risposta solo un infinito silenzio, un silenzio che poi, lievemente ma inesorabilmente, entrò anche in lui.

Dagli archivi della prigione di Hellgate

Il direttore di Hellgate si sedette alla sua scrivania e premette un pulsante.
Sul visore di fronte a lui comparve il volto agghiacciante e crudele di Hellingen.



- “E allora, comandante Friedman? -”

- “Tutto come previsto, professore: l’esecuzione di Zagor è avvenuta alle ore 10.19 per sfasamento temporale di 10 nanosecondi, in ottemperanza alle nuove disposizioni di cui art. 34 del 12 luglio c.a. Esito positivo.”
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